venerdì 31 maggio 2013

Vernici: caratteristiche e tipologie

Come sappiamo, esistono sul mercato tante tipologie di vernici. Pertanto, al fine di ottenere un risultato davvero ottimale, è indispensabile scegliere prodotti che siano di alta qualità ma allo stesso tempo è anche bene affidarsi ad aziende competente e specializzate nella verniciatura.
Ogni tipo superficie esige una sua specifica vernice, sia che si tratti di legno, di metallo o di plastica; queste ultime, in linea di massima, devono avere determinate caratteristiche quali:
  • Resistenza agli agenti atmosferici
  • Stabilità della tinta
  • Perfetta aderenza
  • Elasticità
  • Alto potere coprente
Le vernici si possono così suddividere:

Idropitture
Rispetto alle pitture tradizionali, le idropitture sono più costose ma hanno anche numerosi vantaggi, primo fra tutti il fatto di essere meno nocive alla salute. Inoltre, questo tipo di vernice garantisce un’asciugatura rapida e  un effetto molto coprente.
Le idropitture si dividono in trasparenti, lavabili, superlavabili, igenizzanti e termoisolanti.

Pitture a tempera
Le pitture a tempera, tra tutte, sono quelle più economiche. Purtroppo, però, hanno il grave svantaggio di non sono lavabili.

Vernici a calce
Le vernici a calce sono composte da calce sciolta nell'acqua. Possono migliorar l'effetto coprente con l'aggiunta di gesso. Queste pitture sono anche lavabili se si aggiunge al composto lino cotto o, addirittura, latte magro.

Vernici ecologiche
Le vernici ecologiche sono esclusivamente a base di sostanze naturali, vegetali o minerali. Questo significa che hanno un livello inquinante pari a zero. 

Tinteggiature e isolamento

giovedì 30 maggio 2013

Serramenti per risparmio energetico

Le dispersioni termiche sono fenomeni che si verificano quando un edificio fa trapelare  il colore dall’interno all’esterno, durante il periodo invernale, e dall’esterno verso l’interno, in estate. Ad essere responsabili del più del 30% di queste dispersioni sono porte, finestre e porte-finestre. È chiaro, quindi, che è molto importante dotare un certo spazio con serramenti performanti che hanno un basso valore di trasparenza termica U. Questo, al fine di rendere al minimo le dispersioni di calore.

Per avere risultati davvero efficaci in termini di risparmio energetico, però, non basta semplicemente acquistare serramenti performanti (porte e finestre), ma è altrettanto importante, se non addirittura fondamentale, affidarsi a ditte specializzate che eseguano una corretta installazione, a partire dalla scelta giusta del materiale. A tal proposito ci sono molte aziende che offrono un servizio “chiavi in mano”.
Se l’installazione è realizzata nel migliore dei modi, oltre all’isolamento termico (ad esempio l'isolamento a cappotto) si potranno raggiungere buoni risultati anche per quanto concerne l’isolamento acustico.

Per raggiungere un ottimale comfort i serramenti devono avere un buon controllo della luce naturale, resistere agli agenti atmosferici, avere un buon isolamento acustico e termico, durare nel tempo e migliorare l’estetica dell’ambiente. Va specificato, però, che un serramento non deve essere  solo di ottima qualità (i materiali tipici sono legno, alluminio e pvc), ma è altrettanto importante il vetro che deve essere inserito.

Seguendo quest’ottica, da alcuni anni fabbricati e abitazioni vengono dotati di doppi vetri, sia che si tratti di costruzioni nuove che di edifici ristrutturati. Varie sono le tipologie di doppi vetri. Tra queste  sono da menzionare la vetrocamera chiaro, la vetrocamera basso-emissiva standard e quella con gas isolante, il doppio vetro con pellicola antisfondamento.

I prezzi, per ovvie ragioni, variano in base alla scelta del materiale, ma il rapporto qualità/ prezzo è fortemente legato alle ditte specializzate a cui ci si affida.

mercoledì 29 maggio 2013

Piano cucina: alcune idee per scegliere il materiale giusto

La cucina è, per ovvie ragioni, l'ambiente della casa più sfruttato e frequentato. È fondamentale quindi scegliere con cura tutti i materiali e i componenti che la caratterizzeranno. In modo particolare bisogna prestare molta attenzione al piano cucina per via del suo costante uso quotidiano. E' qui che si taglia, si impasta, vengono appoggiate le pentole, anche appena tolte dal fuoco.

Per questo motivo, prima di decidere per una cucina piuttosto che un'altra tra le tante combinazioni presenti in commercio, è bene porre molta attenzione al piano cucina, che deve essere perfettamente integrato con tutto l'ambiente ma allo stesso tempo deve garantire resistenza e robustezza.

Ecco alcuni suggerimenti che facilitano la scelta del piano giusto. Va specificato, però, che è sempre bene affidarsi ad aziende specializzate nel settore arredamento.

Il laminato
Una cucina realizzata in questo materiale è sicuramente economica e conveniente, poiché il laminato può sostituire altri materiali, come il legno e la pietra, e lo si trova in tanti colori.
Attenzione però, se da una parte il laminato resiste bene ad urti, graffi e abrasioni varie, dall'altra non è abbastanza affidabile quando entra in contatto con il calore. La sua scarsa resistenza alle temperature alte non lo rende il supporto ideale su cui appoggiarvi pentole o altro tegame bollente.

Il legno
Dal punto di vista estetico ed ecologico, un piano cucina in legno è sicuramente la scelta migliore. Bello da vedere e piacevole al tocco, con un forte richiamo alla natura.
Di contro, però, questo materiale, oltre che essere molto costoso richiede anche tantissime cure e un trattamento quasi unico per via della sua eccessiva sensibilità.
Inoltre, come si sa, il legno tende a graffiarsi con estrema facilità ed è poco resistente ad umidità e calore.

L'acciaio inox
Un buon compromesso potrebbe essere un piano cucina realizzato in acciaio inox. Se non altro perché questo materiale, particolarmente indicato per cucine moderne, è molto igienico, resiste al calore, agli urti e qualsiasi tipo di macchie.
Il solo difetto che si riscontra in una cucina in acciaio inox è la sua scarsa resistenza ai graffi. Per questo motivo è fondamentale averne molta cura nella pulizia, utilizzando esclusivamente prodotti adatti.

Il marmo e il granito
Questi due tipi di pietre naturali sono tra le più indicate se si vuole puntare molto sul fattore estetico. Un piano cucina in marmo o in granito (tra i due il primo è il più pregiato) ha una sua importanza; ma c'è anche da considerare il fattore economico, visto che entrambi richiedono un notevole impegno economico.

La porosità, inoltre, è un altro aspetto da considerare attentamente, se si vuole optare per una cucina in marmo o granito. Questi due materiali, infatti, subiscono un'alta penetrazione dei liquidi (attenzione al caffè e al limone) che implica il sorgere di fastidiose macchie. Il piano cucina in pietra naturale non può essere pulito con detersivi aggressivi.

Cucine Brescia

martedì 28 maggio 2013

Il werzalit per tavoli in ambiente interno e esterno

Uno dei materiali più indicati per la realizzazione di tavoli e tavolini sia ad uso interno che esterno, è il  werzalit. La sua caratteristica è quella di essere un materiale solitamente ligneo di ottima qualità, resistente ma allo stesso tempo modellabile.

Il werzalit, infatti, è progettato per resistere agli agenti atmosferici e alle alte temperature. Non è raro che un tavolo in werzalit possa sopportare senza alcun problema il calore di una pentola o di altri oggetti accesi senza rovinarsi.

Tra i suoi pregi, oltretutto, c’è la resistenza a qualsiasi tipo di graffio o rigatura, oltre che una buona sopportazione delle sollecitazioni meccaniche. Ecco perché i tavoli realizzati in questo materiali sono pressoché indicati per  bar e ristoranti, specie se dotati di uno spazio all’aperto.

Un consiglio: per rendere ancora più efficaci le funzionalità dei tavoli in werzalit  è bene utilizzare strutture di sostentamento in alluminio opportunamente trattato.

lunedì 27 maggio 2013

Manutenzione straordinaria del giardino: ecco cosa bisogna fare

Un prato in perfetta salute ha bisogno di un’attenta e costate cura. Non basta rispettare le “regole” della una manutenzione ordinaria, bisogna anche considerare altri aspetti importanti. Vediamo, dunque, quali sono gli interventi straordinari per avere un giardino che sia anche bello da vedere.

Deserbatura
È quella pratica legata all’eliminazione delle erbe nocive dal terreno. Quante volte è capitato di veder spuntare “erbacce” che rovinano la bellezza e l’armonia del giardino?  Si tratta di erbe infestanti che,  oltre a rovinare l’effetto cromatico del prato, assorbono le sostanze nutritive.
I periodi migliori per praticare il diserbo sono la primavera, cioè quando le piante iniziano a germogliare, e l’estate, quando il loro ciclo vegetativo è già in fase avanzata.
Solitamente, i prodotti da utilizzare sono di tipo selettivo, devono, in pratica,  agire contro le principali infestanti a foglia larga e le graminacee.

Aerazione e sabbiatura
In genere per aerazione si intende l’attività di condizionamento dell’aria. In questo caso aerare il giardino significa rendere il terreno meno compatto per fare in  modo che l’aria possa penetrare in profondità. Come per la diserbatura, anche l’aerazione va effettuata in primavera allo scopo di favorire la ripresa vegetativa del manto erboso. È consigliabile di ripetere questo processo in autunno.
Se il prato è piccolo è sufficiente praticare dei fori su tutta la superficie con l’aiuto di una forca; se invece il prato è di grandi dimensioni bisogna munirsi di appositi macchinari per permettere la carotatura e la conseguente sabbiatura. Attraverso alcune fustelle, infatti, vengono asportati delle piccole porzioni di terreno; i vuoti che ne rimangono vengono riempiti con torba e sabbia.

Rinnovo della vegetazione
Insieme all’attività di sabbiatura deve essere praticato anche il rinnovo della vegetazione del giardino. È tipico, infatti, che alcune piantine, solitamente quelle perenni, dopo un po’ di tempo si diradano. Per questo motivo è bene che ogni tot di mesi (24 o 36) queste piante vengano riseminate. Chiaramente, più alcune zone del terreno sono rovinate o deteriorate, più hanno bisogno di un’intensa risemina.
Nel caso in cui un prato sia completamente rovinato bisogna necessariamente rinnovarlo dopo aver tolto la zona erbosa rimanente.

Scarificazione
Si tratta di un processo di rastrellatura del manto erboso che serve a favorirne una crescita sana. Andrà quindi eliminato ogni residuo organico morto, anche il muschio che si forma  nelle zone più in ombra o in quelle dove ristagna l’acqua.

venerdì 24 maggio 2013

Avete un giardino? Ecco alcuni accorgimenti per migliorarlo

Si sta avvicinando l’estate e il tempo da passare in giardino diventa sempre maggiore. Per questo, è bene curare con estrema attenzione il suo manto erboso, evitando spiacevoli ed inutili interventi di sistemazione. Di seguito, alcuni consigli su come mantenere un prato sempre rigoglioso.
Oggi vediamo le operazioni da fare per una manutenzione ordinaria del manto erboso.

Manutenzione ordinaria del giardino: cosa bisogna fare?
Per manutenzione ordinaria del manto erboso si intendono tutti quei lavori comuni che devono essere fatti con una certa frequenza, e che molto spesso non richiedono l’intervento di terzi.

Irrigazione
Quest’operazione, seppur molto semplice, è fondamentale per la vita del giardino, soprattutto nel primo anno. 
Ovviamente, la pratica “fai-da-te” è la soluzione più semplice: l’acqua deve bagnare ogni angolo del giardino in modo uniforme. Nel caso in cui il prato abbia una certa grandezza l’impianto di irrigazione a pioggia è l’ideale.
Il  momento migliore per irrigare è dopo il tramonto perché in questo modo l’umidità viene assorbita lentamente dalle radici durante la notte. Per quanto riguarda la frequenza, questa varia in base a diversi fattori come il clima, il tipo di terreno e la frequenza delle piogge.
In generale, la dose necessaria ad un giardino varia tra i 3 e i 4 mm. È chiaro, però, che in alcune stagioni la dose diminuisce di circa un paio di punti, per aumentare, invece, con il caldo.

Taglio dell’erba
Tagliare l’erba significa favorire la riprese vegetativa, contenendo l’abbondante fioritura e la crescita delle cosiddette “erbacce” che sono infestanti.
Il periodo in cui è necessario effettuare questa operazione va da marzo a novembre. In questi mesi è necessario prestare molta attenzione alla lunghezza dell’erba: se il manto ha raggiunto un’altezza di circa 10 cm, lo sfalcio deve avvenire ogni 10-15 giorni. Ogni settimana, invece, quando si ha una maggiore vegetazione.
Nel caso in cui il prato sia “giovane” è importante che le radici non si sollevino rovinando il manto. Usare il rullo è quindi il modo migliore per favorire una perfetta compattezza tra terreno e radici che devono aderire.
Una volta tagliata, l’erba deve essere tolta per permettere allo strato sottostante di terreno di “respirare”. Non si creeranno così fastidiose muffe.

Concimazione
Il concime è l’alimentazione del prato. Per mantenerlo vivo è indispensabile fornirgli tutti gli elementi nutritivi di cui ha bisogno. Il concime varia in base al tipo di prato e alle sue esigenze. Vanno bene sia i concimi naturali sia quelli chimici. Elementi indispensabili, però, sono azoto, fosforo e potassio. Ad essi si devono aggiungere ferro, magnesio,  zinco, rame e manganese. L’aria e l’acqua fanno poi il resto.
In primavera, quindi verso marzo/ aprile, è necessario utilizzare concimi ricchi di azoto. In estate sono più indicati i concimi che sviluppano le foglie più lentamente; ad ottobre e in tardo autunno devono essere usati concimi con una lenta cessione.

giovedì 16 maggio 2013

Occupazione di aree pubbliche con attrezzature esterne. Cosa bisogna fare?

Occupare uno spazio pubblico con arredi esterni o complementi di arredo non è così facile e immediato come si potrebbe pensare. Ci sono delle normative a tal proposito che devono essere rispettate per non incorrere in sanzioni derivate da un’occupazione abusiva.

Tali normative, che riguardano anche l’occupazione di aree private soggette ad un passaggio pubblico, costante e permanente, fanno capo a delle concessioni che devono essere rilasciate subordinatamente al versamento del canone spettante. Senza tali concessioni non è consentito occupare spazi e aree pubbliche. Per ottenerla, è necessario presentare una serie di documenti relativi all’attività e all’area nella quale dovranno collocarsi le attrezzature esterne per le quali si fa domanda. In genere, è il comune stesso dove sorge l’attività che mette a disposizione dei cittadini tutte le informazioni e i moduli necessari per ottenere il permesso di occupazione dell’area interessata.
Per quanto riguarda la zona di Brescia, occupare spazi ed aree pubbliche tramite la collocazione di strutture esterne come arredi vari e complementi d’arredo richiede l’obbligo di presentare
  • Fotografie dell’area interessata
  • Disegni planimetrici, indicanti misure e distanze, dell’area interessata
  • Fotografie di arredi o depliants
  • Consenso a occupare l’area da parte del proprietario dell’area stessa
  • Copia dell’autorizzazione amministrativa rilasciata per l’esercizio dell’attività rilasciata
  • Due marche da bollo

mercoledì 15 maggio 2013

Il polyrattan per gli arredi esterni

Con l’arrivo della bella stagione si comincia a sentire la necessità di passare più tempo all’aria aperta. Passeggiando per le vie del centro cittadino o del proprio paese, è impossibile non farsi invogliare dalle tante zone ristoro che bar e ristoranti allestiscono all’esterno del proprio locale per offrire ai clienti un angolo di relax. Come altrettanto difficile, se si ha la possibilità, è non lasciarsi tentare dal desiderio di arredare il proprio giardino.

Tra gli arredi per esterno più tipici ci sono, ovviamente, tavoli, sedie, divani, ombrelloni e gazebo. Spesso, però, ci viene da chiedere quanto questi mobili siano affidabili e se il materiale con cui sono costruiti sia effettivamente di buona qualità.

Un’ottima soluzione che permette di ovviare a questo problema si chiama polyrattan, un materiale innovativo che garantisce un’incredibile resistenza agli agenti atmosferici e a qualsiasi tipo di imprevisto.
Il polyrattan differisce dal più noto rattan perché ha il vantaggio di avere caratteristiche superiori ad un prezzo decisamente più basso. 
La sua importanza dipende proprio dal materiale di cui è composto, innovativo e ultra resistente:  il polyrattan è infatti costituito da una struttura in alluminio verniciata attorno alla quale vengono intrecciare fibre sintetiche. Facile dunque capire come sia indispensabile, nel caso si vogliano arredare zone all’aperto, non affidarsi esclusivamente ad una mobilia realizzata in solo legno o plastica, ma è altamente consigliato optare per un materiale che resista a qualsiasi intemperie. È risaputo, infatti che il legno non ha una grande resistenza alla pioggia, alla neve, al gelo e a qualsiasi condizione climatica anomala.  

Il polyrattan, inoltre, si adatta perfettamente a qualsiasi esigenza di arredamento così da far diventare gli spazi all’aperto vere e proprie stanze in esterno. Tanti infatti sono i modelli di tavoli e sedie realizzati con questo materiale, che hanno le forme più svariate e che difficilmente scoloriranno o decadranno con il passare del tempo.